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IN FRIULI VENEZIA GIULIA L’IMPOSTA DI SOGGIORNO TORNA AI LIVELLI PRE-COVID: ATTESO UN INCASSO DI 4,4 MILIONI DI EURO

IN FRIULI VENEZIA GIULIA L’IMPOSTA DI SOGGIORNO TORNA AI LIVELLI PRE-COVID: ATTESO UN INCASSO DI 4,4 MILIONI DI EURO

Data Pubblicazione09 Ago 2022

Comunicato stampa 14 luglio 2022

Nel 2022, con la ripresa del turismo, i proventi dell’imposta di soggiorno potrebbero raggiungere il nuovo record. Secondo la Fondazione Think Tank Nord Est le risorse andrebbero investite per allungare la stagionalità

Le previsioni di gettito dell’imposta di soggiorno in Friuli Venezia Giulia certificano la forte ripresa del settore turistico nel 2022. Infatti, secondo l’analisi della Fondazione Think Tank Nord Est, condotta a partire dai bilanci preventivi dei Comuni, nel 2022 sono previsti 4,4 milioni di euro di incassi. Si tratta di un valore praticamente in linea con quanto confluito nelle casse comunali nel 2019, prima della pandemia.

Le restrizioni legate all’emergenza sanitaria avevano pesantemente impattato sui flussi turistici soprattutto nel corso del 2020: infatti gli introiti dell’imposta di soggiorno, in Friuli Venezia Giulia, erano scesi a 2,7 milioni di euro, con un calo rispetto al 2019 del 40%. Nel 2021 si era già registrata una ripresa, con accertamenti totali pari a circa 4,2 milioni di euro, solo il 6,8% in meno rispetto al 2019. Nel 2022 i Comuni stimano un volume di entrate pari a 4.444.000 euro, un valore di poco inferiore al 2019: tuttavia, considerando la forte crescita della domanda turistica negli ultimi mesi, in fase di consuntivo gli incassi potrebbero anche superare il livello pre-covid.

Tra gli 11 Municipi del Friuli Venezia Giulia ad avere introdotto l’imposta, il gettito maggiore interessa Lignano Sabbiadoro, dove sono attesi proventi per 2 milioni di euro e già nel 2021 erano stati superati gli introiti del 2019 (+18,2% per un totale di oltre 1,8 milioni di euro). Sempre in riferimento al turismo balneare, Grado prevede prudenzialmente un incasso di 1 milione di euro, un valore in linea con gli anni precedenti: anche in questo caso gli introiti del 2019 erano già stati sorpassati nel 2021 (+19,8% con quasi 1,2 milioni di euro in totale).

Il turismo culturale delle città d’arte è stato invece l’ultimo a riprendersi dopo lo stop imposto dalla pandemia. Ed infatti, per la città di Trieste gli accertamenti 2021 dell’imposta di soggiorno hanno superato di poco il milione di euro, un dato ancora molto inferiore al 2019 (-42,6%). L’incasso previsto nel 2022 è invece pari ad un milione e 110 mila euro.

Più ridotto il volume delle entrate attese dagli altri Comuni. Ad Aquileia e Duino Aurisina si stima un gettito di circa 100 mila euro: nel caso venisse confermata in fase di consuntivo, tale somma consentirebbe ad entrambe le località di superare gli incassi del 2019. A Forni di Sopra è previsto un introito di 40 mila euro, ad Arta Terme di 25 mila euro, a Sauris di 23 mila euro, a Forni Avoltri di 22 mila euro e a Ravascletto di 21 mila euro. Infine, a Sutrio l’imposta di soggiorno è stata appena introdotta, ma entrerà in vigore ad ottobre 2022 e ad oggi non c’è ancora una previsione di entrata.

“La ripresa del settore turistico è fondamentale per l’economia del Friuli Venezia Giulia perché nel complesso vale tra l’11% e il 12% del Pil regionale – dichiara Antonio Simeoni, vice presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – e può crescere ancora nei prossimi anni. L’imposta di soggiorno è importante per il rilancio degli investimenti pubblici e privati, nonché per la promozione delle località: la destinazione delle risorse va pertanto concertata con gli operatori turistici. La crescita del turismo passa anche attraverso la promozione di una realistica stagionalità allungata se non proprio di un “turismo tutto l’anno”, quale condizione imprescindibile per riuscire a reclutare il personale: è quindi strategico utilizzare il gettito dell’imposta di soggiorno per progetti in grado di intercettare le esigenze sempre più sofisticate della domanda turistica – conclude Simeoni – nella prospettiva di integrare l’offerta con nuove proposte di eventi e manifestazioni, distribuite soprattutto nei periodi di bassa stagione.”

 

 

 

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