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Imposta di soggiorno in FVG: possibile tesoretto per i Comuni turistici

Imposta di soggiorno in FVG: possibile tesoretto per i Comuni turistici

Data Pubblicazione17 Lug 2015

L’introduzione dell’imposta di soggiorno potrebbe portare somme ingenti nelle casse dei comuni più turistici del Friuli Venezia Giulia. Gli incassi maggiori “arricchirebbero” Lignano, Trieste, Grado e Udine.

 

Friuli Venezia Giulia unica regione che non applica l’imposta di soggiorno. In Friuli Venezia Giulia si continua a discutere sulla possibile introduzione dell’imposta di soggiorno. Ad oggi rimane l’unica regione dove non si applica la tassa sulle presenze turistiche.

Una decisione che spetta ai comuni. Secondo quanto già successo nelle altre regioni, al di là delle indicazioni provenienti dalla Regione stessa, spetterebbe poi ai singoli comuni valutare l’introduzione o meno dell’imposta di soggiorno. Ogni comune avrebbe infatti la facoltà di definire importi, esenzioni, periodi di applicazione e numero massimo di notti soggette a tassazione.

Un tesoretto per le località turistiche. Think Tank Nord Est ha stimato quale potrebbe essere l’incasso, nell’arco dell’anno, derivante dall’introduzione dell’imposta di soggiorno nelle principali località turistiche del Friuli Venezia Giulia. Ovviamente gli incassi maggiori finirebbero nelle casse dei comuni con il maggior movimento turistico.

Gli incassi maggiori nelle località balneari e nei capoluoghi. Lignano Sabbiadoro è la località con più presenze turistiche in Friuli Venezia Giulia e pertanto sarebbe quella con l’incasso maggiore, che si potrebbe stimare compreso tra 1,2 e 1,6 milioni di euro. Anche Grado potrebbe contare su un tesoretto significativo, nell’ordine dei 400-500 mila euro. Importi significativi andrebbero a rimpinguare le casse dei capoluoghi di provincia: a Trieste potrebbero arrivare dai 600 ai 900 mila euro, mentre a Udine tra i 300 e i 450 mila euro. Infine, un piccolo gruzzolo andrebbe alle località montane: Tarvisio potrebbe vedersi arrivare tra i 60 e gli 80 mila euro, Forni Avoltri tra i 35 e i 45 mila euro.

“E’ evidente che un settore strategico per lo sviluppo e la ripresa di tutto il Paese come è quello turistico – afferma il Presidente della Fondazione Think Tank Nord Est Antonio Ferrarelli – non ha certo bisogno dell’introduzione di una nuova tassa. Tuttavia – continua Ferrarelli – se anche in Friuli Venezia Giulia si decidesse di introdurre l’imposta di soggiorno, la cosa fondamentale sarebbe quella di vincolare i comuni ad utilizzarne i proventi per la valorizzazione del settore turistico. I comuni che decidessero di introdurla – conclude Ferrarelli – devono essere consapevoli che l’unico modo per far accettare questa tassa a turisti ed imprese è quello di informare con la massima trasparenza possibile in merito agli investimenti realizzati attraverso le risorse ottenute dall’imposta di soggiorno.”