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FUSIONI DI COMUNI: IN VENETO SONO GIA’ ARRIVATI OLTRE 31 MILIONI DI EURO DI CONTRIBUTI STATALI

FUSIONI DI COMUNI: IN VENETO SONO GIA’ ARRIVATI OLTRE 31 MILIONI DI EURO DI CONTRIBUTI STATALI

Data Pubblicazione28 Ott 2020

Comunicato stampa 26 ottobre 2020

È fallita però la fusione tra i Comuni di San Pietro di Morubio e Isola Rizza: no all’istituzione di Borgo Veronese.

I cittadini di San Pietro di Morubio e Isola Rizza hanno bocciato la fusione dei due Comuni, che avrebbe dovuto portare all’istituzione di Borgo Veronese. Si tratta del terzo referendum fallito nel veronese (su altrettanti tentativi): nel 2017 aveva vinto il “no” a Belfiore e Caldiero; nel 2018 identico risultato si era registrato a Roncà e San Giovanni Ilarione.

Complessivamente, in Veneto, si tratta del 15esimo referendum fallito su 29 tentativi. Il totale dei Comuni rimane dunque a quota 563.

“I referendum di fusione falliscono perché non si comprendono del tutto quali sono i vantaggi dell’aggregazione tra Comuni – spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – e di conseguenza vince la ritrosia al cambiamento. Proprio per questo, è necessario un intervento diretto dello Stato per obbligare alla fusione almeno i Comuni con meno di 1.000 abitanti. Mentre la Regione Veneto dovrebbe favorire le aggregazioni, spiegando ai piccoli Comuni come oggi sia importante unire le forze e mettersi insieme. Purtroppo la situazione economico-sociale dei piccoli Comuni potrebbe continuare a peggiorare nei prossimi anni – conclude Ferrarelli – e quindi l’unione dei servizi non sarà più sufficiente: solo la fusione dei Municipi li può aiutare.”

Le fusioni di Comuni approvate in Veneto hanno finora beneficiato di importanti incentivi: tra il 2014 e il 2020, in Veneto sono arrivati oltre 31 milioni di euro di contributi dallo Stato. Se si mettessero da parte i vecchi campanilismi, si potrebbero quindi intercettare molte risorse.

A livello pro capite, il Comune più sovvenzionato è Val di Zoldo, con 231 euro per abitante. Valbrenta ha ottenuto 194 euro per cittadino, Longarone 176, Alpago 174. Se invece consideriamo il contributo medio per anno, ovviamente vengono premiati i Comuni più popolati: a Borgo Valbelluna (13.641 abitanti) vanno quasi 2 milioni di euro all’anno, ad Alpago quasi 1,2 milioni, a Borgo Veneto oltre un milione, a Valbrenta poco meno di un milione. In valore assoluto, spiccano invece i numeri delle fusioni “più vecchie”: Longarone ha già ottenuto 6,4 milioni di euro, Alpago 4,7 milioni, Borgo Valbelluna 4 milioni, Quero Vas 3,2 milioni.

“Oggi l’aggregazione tra Municipi è un potente strumento di riforma a livello locale – spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – perché pone le condizioni per il miglioramento dei servizi e la realizzazione di progetti a vantaggio della collettività. Infatti, le fusioni permettono di strutturare uffici comunali più preparati ed efficienti, in grado di rispondere meglio alle richieste di cittadini e imprese. La fusione è quindi un’opportunità strategica per i piccoli Comuni del Veneto – conclude Ferrarelli – anche perché rappresenta un formidabile strumento di sburocratizzazione, che consente di abbattere confini amministrativi esistenti ormai solo sulla carta.”

 

Le fusioni di Comuni in Veneto: i contributi ricevuti dello Stato (2014-2020).

Fonte: elaborazioni Fondazione Think Tank Nord Est su dati Istat e Ministero dell’Interno.

 

 

 

 

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