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QUESTIONE ABITATIVA: SERVONO INCENTIVI PER FAVORIRE GLI INVESTIMENTI DELLE IMPRESE NELLA RIQUALIFICAZIONE DELLE CASE PER I LAVORATORI.

QUESTIONE ABITATIVA: SERVONO INCENTIVI PER FAVORIRE GLI INVESTIMENTI DELLE IMPRESE NELLA RIQUALIFICAZIONE DELLE CASE PER I LAVORATORI.

Data Pubblicazione15 Mag 2026

Comunicato stampa 7 maggio 2026

La Fondazione Think Tank Nord Est propone credito agevolato, sgravi fiscali e contributi a fondo perduto per le imprese che investono nel recupero del patrimonio abitativo.


“Da un lato c’è un vasto patrimonio immobiliare inutilizzato, in gran parte bisognoso di riqualificazione – spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – e dall’altro ci sono lavoratori e famiglie che non si possono permettere un alloggio, ma che contribuiscono alle attività delle imprese del Veneto. La sfida è quella di avvicinare queste due situazioni: sono fondamentali gli interventi in grado di riattivare il patrimonio abitativo pubblico, ma servono anche strumenti per permettere alle imprese di investire sugli immobili privati sfitti o in vendita. Che i lavoratori siano italiani o stranieri non fa differenza – precisa Ferrarelli – perché il punto dirimente è la necessità di fornire un alloggio agli addetti che non abitano già in zona: oggi le aziende devono risolvere questa criticità.”

La Fondazione Think Tank Nord Est contribuisce al dibattito sulla questione abitativa – piuttosto vivace in questo periodo soprattutto a Treviso, dove alcuni lavoratori stranieri sono costretti a dormire all’aperto – proponendo di definire misure in grado di favorire gli interventi delle imprese nel recupero del patrimonio abitativo.

L’analisi della Fondazione parte dai dati sugli edifici non utilizzati: si tratta di numeri che faticano a fotografare con precisione un fenomeno in continua evoluzione, soprattutto perché tra gli immobili non occupati vengono conteggiate anche le “seconde case”, utilizzate prevalentemente per uso turistico.

Infatti, a livello territoriale, il maggior numero di abitazioni non occupate stabilmente si trova nel Veneziano, ma si tratta soprattutto di “seconde case”. Allora, se si escludono dall’analisi le aree ad alta intensità turistica, il volume più elevato di immobili non utilizzati è presente nel Vicentino, dove sono oltre 76.000. In provincia di Treviso e di Verona le case vuote sono circa 68.500, ma superano quota 60.000 anche nel Padovano. In provincia di Belluno, sempre al netto dei Comuni più turistici, si contano quasi 36.000 abitazioni non utilizzate; nel Veneziano sono poco meno di 28.000; nel Rodigino oltre 23.000.

Gran parte di queste unità abitative non occupate ha bisogno di lavori di ammodernamento: infatti, in Veneto, oltre il 70% degli attestati di prestazione energetica (APE) richiesti tra il 2021 e il 2025 si riferisce a edifici con classe energetica bassa (dalla D alla G).

Secondo la Fondazione Think Tank Nord Est, la riqualificazione di questo patrimonio abitativo potrebbe risultare fondamentale per aumentare l’offerta di alloggi.

“È il momento di definire nuove misure per stimolare gli investimenti sul patrimonio edilizio – propone Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – se non in tutto il Veneto, almeno in alcuni territori pilota come le aree di confine o i Comuni che si stanno spopolando. Credito agevolato, sgravi fiscali, fondi di garanzia per i contratti di locazione e contributi a fondo perduto potrebbero stimolare le imprese a ristrutturare numerose abitazioni, per metterle a disposizione dei propri lavoratori. La Regione Friuli Venezia Giulia, grazie a maggiori disponibilità economiche, si sta già muovendo su questo fronte – conclude Ferrarelli – per cui ci auguriamo che anche il Veneto affronti la questione al più presto.”


 

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