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L’ESTATE ITALIANA DEL TURISMO: QUASI 300 MILIONI DI PRESENZE ALL’ESTERO DA “INTERCETTARE”

L’ESTATE ITALIANA DEL TURISMO: QUASI 300 MILIONI DI PRESENZE ALL’ESTERO DA “INTERCETTARE”

Data Pubblicazione16 Giu 2020

Comunicato stampa 10 giugno 2020

Nel 2020 sono attesi pochi turisti stranieri nel nostro Paese. L’obiettivo è attirare gli italiani che solitamente vanno oltre confine per le vacanze. Lombardia, Lazio e Piemonte generano metà dei flussi verso l’estero

Nonostante la parziale apertura delle frontiere e i primi arrivi dall’estero, l’estate 2020 sarà caratterizzata da un numero di turisti stranieri di molto inferiore rispetto agli anni precedenti. Al tempo stesso, sarà limitata la quota degli italiani che opteranno per una vacanza all’estero.

Le località turistiche italiane, alle prese con una stagione estiva 2020 più corta (un mese è già andato perso), sono ormai consapevoli di dover puntare, almeno per quest’anno, sulle vacanze dei nostri connazionali. Ma quanto può valere il turismo interno per il nostro Paese e quali regioni può avvantaggiare?

A fare il punto della situazione ci ha pensato la Fondazione Think Tank Nord Est, stimando innanzitutto, sulla base dei dati dell’ultimo triennio, quanti italiani prediligono una vacanza all’estero. Complessivamente si tratta di numeri importanti: in media, tra il 2017 e il 2019, i nostri connazionali hanno trascorso 284 milioni di notti all’estero. Oltre un quarto di queste (25,5%) hanno riguardato i cittadini lombardi (72 milioni di pernottamenti); 39 milioni le presenze turistiche dei residenti in Lazio (13,9%); 30 milioni il dato dei piemontesi (10,6%). Lombardia, Lazio e Piemonte hanno generato la metà dei flussi turistici verso l’estero. Significative anche le presenze turistiche all’estero per Emilia Romagna (quasi 23 milioni), Veneto (22 milioni), Campania (circa 19,5 milioni) e Toscana (circa 17,5 milioni).

La rinuncia a gran parte di questi viaggi oltre confine potrebbe accompagnarsi alla scelta di trascorrere le proprie vacanze in Italia, prediligendo le stesse regioni di residenza o quelle più vicine, in una logica di turismo di prossimità e di durata limitata (weekend lunghi o al massimo una settimana). L’Emilia-Romagna (73% di turisti italiani in media tra 2017 e 2019), le Marche (82%) e le regioni del Sud si caratterizzano per un turismo prevalentemente nazionale, per cui potrebbero consolidare ulteriormente il movimento turistico interno. Tuttavia, anche Veneto, Trentino Alto Adige e Liguria, per la prossimità a Lombardia e Piemonte, potrebbero intercettare le mancate vacanze all’estero degli italiani.

E’ opportuno ricordare, d’altro canto, come il forte calo del turismo straniero penalizzi soprattutto il Veneto (68% di turisti stranieri in media tra 2017 e 2019), il Lazio (62%), la Lombardia (61%), il Trentino Alto Adige (59%), il Friuli Venezia Giulia (57%) e la Toscana (55%). Nello specifico, in Veneto, il turismo internazionale pesa in misura maggiore nella provincia di Verona (77%) e nel veneziano (74%).

“Le limitazioni agli spostamenti delle persone stanno penalizzando soprattutto le regioni con una vocazione turistica spiccatamente internazionale, Veneto in primis – spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – ma al tempo stesso offrono l’opportunità di farsi conoscere a tutti gli italiani che solitamente vanno in vacanza all’estero. Gli operatori sono consapevoli che l’estate 2020 sarà caratterizzata da un turismo prevalentemente locale: bisogna allora cogliere l’occasione per intercettare quei target di visitatori italiani solitamente non interessati all’offerta turistica del nostro Paese, attirandoli con proposte integrate di territorio. In un momento di grave crisi per il settore turistico – conclude Ferrarelli – si tratta di un’opportunità da sfruttare per far sperimentare ai nostri connazionali il grande valore della proposta turistica italiana.”

 

 

 

 

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