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Il casello che non c’è. Un sondaggio su code e logistica tra i turisti di Bibione

Il casello che non c’è. Un sondaggio su code e logistica tra i turisti di Bibione

Data Pubblicazione17 Set 2019

Un’estate 2019 non certo caratterizzata da numeri record; questo il tratto saliente di un primo bilancio della stagione turistica che si sta concludendo, e che quest’anno ha visto mancare sul litorale veneziano il boom di presenze straniere, soprattutto tedeschi. La maggiore competitività di altre località turistiche e la voglia di cambiare destinazione sicuramente hanno condizionato la scelta di un diverso luogo di villeggiatura, ma anche la cronica carenza infrastrutturale delle nostre destinazioni qualche colpa potrebbe averla. L’indicazione arriva da un’indagine con questionario on line fatta all’inizio dell’estate dal Consorzio Bibione Live e dalla Fondazione Think Tank Nord Est tra le migliaia di turisti di tutta Europa, che ogni anno affollano il litorale, e si è scoperto che il casello che non c’è, ovvero quello di Alvisopoli, rischia di far perdere un turista su 4 a Bibione. Questo, il dato più eclatante emerso dalle risposte date al sondaggio, dal quale si rileva anche che oggi, il 46% di chi vuole raggiungere la località costiera si fa mediamente più di un’ora di coda al casello alternativo esistente, mentre per il 61% dei turisti l’apertura del casello di Alvisopoli risolverebbe definitivamente questa cronica e sempre meno tollerata criticità delle code e dell’accesso al litorale.

Sono dati che preoccupano – dice Giuliana Basso, presidente del Consorzio Bibione Live –  perché davanti agli sforzi degli imprenditori del territorio che hanno investito tantissimo per rendere questa località una delle più ambite del litorale tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, le difficoltà logistiche e i lunghi tempi di coda che si registrano ogni anno per la mancanza del casello di Bibione stanno mettendo a rischio tutti gli investimenti fatti.

All’indagine diffusa via mail e social network ad inizio estate e fatta con lo scopo di valutare il gradimento sull’accessibilità stradale ed autostradale di Bibione, hanno risposto ben 4.412 turisti: 2.972 italiani e 1.440 stranieri (per la stragrande maggioranza tedeschi e austriaci).

Dall’elaborazione dei dati è quindi emerso che, dopo un’ora di coda 7 turisti italiani su 10 si dichiarano frustrati dall’attesa che debbono sopportare, mentre dopo 2 ore di coda quasi la metà dei turisti stranieri boccia l’infrastrutturazione esistente. In generale, poi, più di un terzo dei turisti (35%) si dichiara insoddisfatto dei collegamenti stradali e autostradali esistenti per Bibione, dato che cresce al 49% nel caso degli italiani. Il 76% dei turisti intervistati ha poi dichiarato che, nel caso in cui i collegamenti infrastrutturali migliorassero, potrebbe venire più spesso in vacanza sul litorale, anche oltre il tradizionale periodo estivo. Quasi 3 turisti su 10 (il 27%) hanno invece dichiarato che potrebbero non venire più a Bibione e andare altrove, se i collegamenti non migliorassero. Dai numeri emersi dal sondaggio si rileva quindi che l’arrivo o meno di più turisti è direttamente correlato ai tempi di percorrenza odierni: più della metà dei turisti italiani che mediamente fanno almeno un’ora di coda al casello si sono detti propensi a valutare una meta più facilmente raggiungibile, cosa confermata anche dai dati sugli stranieri, visto che il 45% di chi per arrivare sul litorale deve affrontare più di 2 ore di coda al casello, davanti a questa certezza potrebbe decidere di andare altrove. Dato che deve far invece riflettere è quello che oltre la metà di chi per l’ennesimo anno ha sopportato il disagio delle code in ingresso sta mettendo in dubbio la possibilità di tornare a Bibione.

Abbiamo voluto coinvolgere direttamente i turisti che arrivano a Bibione – spiega Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – perchè rappresentano un patrimonio importante per la nostra economia e il risultato del nostro sondaggio fa emergere numeri negativi economicamente pesanti per il futuro. Per il bene del territorio bisognerebbe risolvere al più presto la questione, anche perché questa è una delle prime spiagge d’Italia per presenze turistiche, ma continua a non avere un casello dedicato.

In sintesi, dicono i dati elaborati, il rischio della mancata apertura del casello, tra turisti che deciderebbero di non tornare più ed i mancati guadagni legati ai nuovi arrivi e alle vacanze ripetute più volte nel corso dell’anno (magari con una durata ridotta per la facilità di arrivarvi con il nuovo casello attivo) si possono stimare fino a circa 200 mila arrivi e 1,4 milioni di presenze in meno, con una diminuzione rispetto al dato attuale di circa un quarto.