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FUSIONE DEI COMUNI IN VENETO ORIENTALE: CON SOLI 10 COMUNI PIU’ RISORSE, MENO TASSE E SERVIZI MIGLIORI

FUSIONE DEI COMUNI IN VENETO ORIENTALE: CON SOLI 10 COMUNI PIU’ RISORSE, MENO TASSE E SERVIZI MIGLIORI

Data Pubblicazione27 Apr 2020

Comunicato stampa 27 aprile 2020

La Fondazione Think Tank Nord Est rilancia sulla fusione dei Comuni e sollecita un confronto in Conferenza dei Sindaci

La Fondazione Think Tank Nord Est plaude alla proposta di Confcommercio e rilancia sulle fusioni dei Comuni in tutto il Veneto Orientale. Secondo lo studio realizzato un paio d’anni fa dalla Fondazione, se i 23 Comuni del Veneto Orientale (incluso Marcon) si riorganizzassero a formare solo 10 Comuni otterrebbero complessivamente 187 milioni di euro in 10 anni.

Lo Stato continua infatti ad incentivare le fusioni tra Comuni, prevedendo dei ricchi contributi decennali per le amministrazioni che scelgono questi percorsi. A questi incentivi si aggiungono i contributi straordinari regionali e le forme premiali riservate ai nuovi Comuni nell’ambito dei bandi o nell’assegnazione di spazi finanziari.

Secondo l’analisi della Fondazione, i contributi ottenuti attraverso la fusione potrebbero essere dedicati all’aumento degli investimenti (in particolare nel settore turistico, fondamentale per quest’area), al miglioramento dei servizi ed alla riduzione dei tributi. La Fondazione ha preso come esempio i contributi del primo anno, pari a circa 20,7 milioni di euro: ipotizzando di dedicare tutte le risorse a una sola materia, si potrebbero aumentare i contributi per lo sviluppo economico del +541%. Nell’ipotesi di riservare invece gli incentivi al turismo, si otterrebbe un aumento del +382%. Se invece venissero dedicate tutte le risorse del primo anno alla riduzione di alcune imposte, si potrebbe ridurre l’IMU del 30% oppure azzerare del tutto l’addizionale Irpef, eliminare la Tosap o l’imposta sulla pubblicità.

La Fondazione ha recentemente incontrato molti sindaci che hanno portato a termine una fusione, sia in Veneto sia in altre regioni, raccogliendo testimonianze molto interessanti: i vantaggi dell’aggregazione vanno dal potenziamento dei servizi, alla realizzazione di infrastrutture (centri culturali, impianti sportivi, ecc.), alla riduzione della tassazione. E sono proprio i Comuni più piccoli e le frazioni più remote ad ottenere i benefici maggiori, anche grazie alla possibilità di mantenere i municipi aperti negli ex Comuni.

“Non dobbiamo pensare solo ai contributi che arriverebbero grazie alla fusione dei Comuni – precisa Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – ma soprattutto alle possibilità legate al miglioramento della qualità dei servizi forniti a cittadini e imprese ed alla capacità di programmare il territorio con una logica di area vasta. Se vogliamo veramente rilanciare il Veneto Orientale – continua Ferrarelli – dobbiamo cambiare mentalità e unire le forze. Le imprese lo hanno capito, è il momento che anche gli amministratori locali mostrino la loro disponibilità al ridisegno di un assetto amministrativo più moderno e funzionale alla nuova fase che si sta aprendo. I sindaci lamentano la mancanza di risorse economiche e di personale: se vogliono risolvere questi problemi devono guardare oltre i confini comunali, che ormai esistono solo sulla carta. Auspichiamo al più presto un confronto in Conferenza dei Sindaci”.

Le fusioni di Comuni nel Veneto Orientale: stima dei contributi ottenibili in dieci anni e ipotesi alternative di utilizzo dei contributi del primo anno.



Fonte: elaborazioni Fondazione Think Tank Nord Est su dati Istat e Ministero dell’Interno.

 

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