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Un Paese a due velocità: la demografia dei Comuni tra 2011 e 2019

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Un Paese a due velocità: la demografia dei Comuni tra 2011 e 2019

Enti Locali e Territorio
Data Pubblicazione26 Nov 2019
Piccoli e grandi Comuni d’Italia: aumenta il divario demografico

Nel periodo 2011-2019, suddividendo i Comuni italiani in classi sulla base del numero di abitanti, si possono osservare trend demografici anche molto diversi. I Municipi più piccoli, inclusi nelle classi fino a 5 mila abitanti, hanno perso popolazione. Dai 5 mila abitanti in su, si osserva invece un’inversione di tendenza e si registrano variazioni di popolazione positive.

La classe di Comuni con la performance peggiore è la più bassa, che include gli enti locali con meno di 500 abitanti, dove si evidenzia un calo del 6,9%. La classe dei Comuni più grandi (oltre 250 mila abitanti), invece, mette in luce la crescita maggiore con un +3,4%.

Questo trend demografico ha comportato l’aumento in valore assoluto del numero dei piccolissimi Comuni da un lato (gli enti locali con meno di 500 abitanti sono passati da 781 a 853 dal 2011 al 2019) e dei Municipi medio-grandi dall’altro (con oltre 20 mila residenti). Pertanto in Italia le città sono sempre più popolate, mentre i piccoli borghi continuano a spopolarsi.

A livello territoriale, prende forma la fotografia di un Paese sempre più a due velocità: i Comuni che crescono (evidenziati in verde nella mappa) sono quelli vicini alle grandi città ed alle principali infrastrutture, mentre il calo demografico riguarda le aree marginali (evidenziate in rosso).

La demografia del Nordest: in crisi i piccoli Comuni, ma non in Trentino Alto Adige

Per quanto riguarda il Nordest, in Veneto e Friuli Venezia Giulia si conferma il trend nazionale, con i Comuni più piccoli che evidenziano il calo demografico più marcato. In particolare, in Veneto la flessione riguarda i Municipi fino a 5 mila abitanti, mentre in Friuli Venezia Giulia la diminuzione include anche quelli con una popolazione compresa tra 5 mila e 10 mila residenti. In entrambe le regioni, la performance migliore riguarda i Comuni tra i 20 mila e i 50 mila abitanti.

A livello territoriale, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia la diminuzione demografica coinvolge soprattutto i piccoli Municipi delle aree montane e delle basse pianure, risparmiando solamente l’area centrale più sviluppata.

In Trentino Alto Adige, invece, i numeri evidenziano una situazione diversa, ed anche le realtà più piccole non paiono così in crisi. Probabilmente non è un caso che il Trentino Alto Adige sia la regione che con più convinzione si è mossa sul fronte delle fusioni dei Comuni, realizzandone più di tutte le altre negli ultimi anni. L’unico gruppo di Comuni a mostrare un calo demografico, comunque poco significativo (-0,6%), è rappresentato da quelli con una popolazione compresa tra i 500 e i 1.000 residenti. Il migliore risultato è invece registrato dai Municipi tra i 10 mila e i 20 mila abitanti (+8,3%).

Il report in pdf: Un Paese a due velocità la demografia dei Comuni tra 2011 e 2019

di Riccardo Dalla Torre, Fondazione Think Tank Nord Est